Bio & Statement: LORENZO MIGNANI

LORENZO MIGNANI - CV

 

Lorenzo Mignani nasce a Bologna il 28 Maggio 1962.

Inizio ad interessarmi all'arte intorno ai 13 anni, affascinato inizialmente dalle opere su tela di Kandinskij, i miei primi lavori sono astratti su carta in piccolo e medio formato. Gradualmente i miei interessi si allargano alle avanguardie storiche della prima metà del XX secolo e, a 16 anni, inizio a dipingere acrilici su tela. Nel frattempo la frequentazione degli studi di vari pittori di importanza nazionale, in particolare di Elvio Marchionni a Spello, mi fa maturare verso lavori più compiuti e maturi.

A 18 anni inizio a partecipare a mostre collettive a Bologna e a 21 anni ho la mia prima personale a Ferrara. I miei lavori di quel periodo sono astratti che gradualmente si ammorbidiscono rispetto al rigido geometrismo iniziale e ricevono vari apprezzamenti. Inizio una collaborazione con la galleria Forni di Bologna che durerà 10 anni. Partecipo ad oltre 20 mostre collettive a Firenze, Bologna, Verona, Vicenza e Roma. Mi avvicino con interesse alle filosofie orientali, in particolare allo Zen, inteso come filosofia e questo lo si percepisce nei miei lavori che rispecchiano queste tematiche e influenza anche il modo di realizzarle, oggi le tele soprattutto derivano da meditazioni e tentativi di risposte ai Koan (quesiti privi di una risposta “razionale” che richiedono l'intervento della mente intuitiva e la libertà dai condizionamenti).

Nel 1985 inizio uno studio intenso di storia dell'arte sia accademico che con approfondimenti personali che prosegue tuttora sopratutto nell'ambito dell'iconografia romanica e tardo gotica di area tedesca e fiamminga con alcune monografie pubblicate su Bosh, van Eick, Durer e Brueghel il Vecchio. Nel frattempo i miei lavori si delineano in due filoni principali: figurativo onirico, di solito acquerelli e tecniche miste su carta e lavori su tela di carattere informale.

I lavori su tela degli ultimi tempi fanno parte di una serie iniziata alla fine del 2016 e sono una ricerca spirituale di valori etici ed umani con una profonda introspezione. Nascono da una ricerca approfondita sulle teorie del colore iniziando dalla simbologia medioevale passando per Turner, Goethe, Itten e Albers, le ultime grandi opere di Monet, Kandinsky e l'espressionismo astratto americano mediate da elementi materici. L'uso del non figurativo è voluto per togliere all'immagine qualsiasi riconoscibilità e liberare perciò la mente dello spettatore, permettendogli di avere “visioni” che attengono allo spirituale ed effettuare una catarsi attraverso l'opera pittorica.

 

Sono membro attivo di alcuni gruppi: Movimento Pentastrattista, Quantum International Bionet Art Group e Movimento Arte Spirituale.

LORENZO MIGNANI - CV

Lorenzo Mignani was born in Bologna on May 28th 1962.

Beginning to be interested in art around the age of 13, initially fascinated by the works on canvas by Kandinsky, my first works are abstract on paper in small and medium format. Gradually my interests spread to the historical avant-gardes of the first half of the 20th century and, at the age of 16, I started painting acrylics on canvas. Meanwhile the attendance of the studies of various painters of national importance, in particular of Elvio Marchionni in Spello, makes me mature towards more complete and mature jobs.

At the age of 18 I begin to take part in collective exhibitions in Bologna and at 21 I have my first solo show in Ferrara. My works of that period are abstract that gradually soften compared to the rigid initial geometry and receive various appreciations. Start a collaboration with the Forni gallery in Bologna which will last 10 years. I take part in over 20 group exhibitions in Florence, Bologna, Verona, Vicenza and Rome. I approach with interest the oriental philosophies, in particular to Zen, understood as philosophy and this is perceived in my works that reflect these themes and also influences the way of realizing them, today the canvases mainly derive from meditations and attempts at answers to the Koans ( questions lacking a "rational" answer that require the intervention of the intuitive mind and freedom from conditioning).

In 1985 I began an intense study of the history of art, both academic and with personal insights, which still continues above all in the Roman and late Gothic iconography of the German and Flemish areas with some monographs published on Bosh, van Eick, Durer and Brueghel il Old. In the meantime my works are outlined in two main strands: figurative oneiric, usually watercolors and mixed techniques on paper and informal works on canvas.

The works on canvas of recent times are part of a series that began at the end of 2016 and are a spiritual search for ethical and human values ​​with a deep introspection. They are the result of in-depth research on the theories of color starting from medieval symbolism, passing through Turner, Goethe, Itten and Albers, the last great works of Monet, Kandinsky and American abstract expressionism mediated by material elements. The use of non-figurative is wanted to remove any recognizability from the image and thus free the mind of the viewer, allowing him to have "visions" that pertain to the spiritual and make a catharsis through the pictorial work.

 

I am an active member of some groups: the Pentastrattista Movement, Quantum International Bionet Art Group and the Movement Spiritual Art.

STATEMENT

 

“È lo spettatore, non la vita, che l'arte, in realtà, rispecchia." Oscar Wilde

 

Il mio lavoro attuale si inserisce nella tradizione dell'arte espressionista lirica astratta e trova la sua chiave nei toni mistici e lirici; intende unire insieme il pensiero occidentale ed orientale; quindi il figurativo è sempre più raro e serve ormai solo come studio ed esercizio. L'arte non riproduce il visibile, piuttosto lo rende percepibile a chi riesce non solo a guardare ma arriva, anche, ad osservare. E' veramente nell'oscurità che si trova la luce, quando vediamo oltre significa che questa luce è vicinissima.

 

La radice dei miei lavori non nasce da elementi materiali o elaborazioni coscienti, ma è l'individuo come essere spirituale che crea, privo di qualsiasi interferenza. L'obiettivo dell'arte non è un rarefatto distillato intellettuale, è la vita stessa, una brillante ed impetuosa vita. Finché non accettiamo che la vita stessa si fonda sul mistero, non possiamo imparare nulla.

 

Gradualmente nel corso del tempo il mio interesse per lo zen e le filosofie orientali in generale è sempre più entrato nei miei lavori influenzandone sia le tematiche che le modalità di esecuzione.

Quando l'individuo crea è come se si staccasse dalla sua condizione umana ed entrasse in un mondo “libero”.

 

La mia personalità e il mio modo di essere sono visibili in gran parte di quello che dipingo. Ho un importante legame emotivo con i miei dipinti e li tratto come se fossero un essere vivente: è un altro “me” che vive di vita propria. Il mio stato d'animo definisce i colori che scelgo per un'opera o il modo in cui uso i pennelli e le spatole, ed influenza la direzione che prenderà il quadro.

 

Sono sprazzi di luce che irrompono sulla scena, che rappresentano l’esistenza umana.

L’arte è forse conoscenza, ha a che fare con la verità, è un’“esperienza di verità”? In altri termini, che cosa ci fa “vedere” o “intendere” un’opera d’arte? Che cosa ci fa conoscere di diverso sul mondo e su noi stessi? L’arte non è imitazione ma creazione, cioè produzione di realtà. È creatività incessante, intuizione del tutto infinito, espressione dell’assoluto.

 

Quello che vorrei darti è la rappresentazione del sublime, un mondo trascendente in cui rifugiarsi per ritrovare se stessi. La propria identità, messa in crisi dalle vicende storiche, ritrova un significato quando l’artista si apre alla creazione artistica. Le pennellate intense, libere e dal colore puro, si diffondono sulla tela generando forme totalmente astratte. Non c’è alcun limite, alcuna illusione.

 

Non guardare le opere attraverso gli occhi di chi cerca un'immagine, guardale con il tuo cuore, prova a sentire quello che ti dicono, tenta di immergerti in loro e sentire le sensazioni che possono darti.

 

Vasilij Kandinsky scriveva che l’arte deve determinare nel soggetto una “presa di coscienza di tutta la realtà che sfugge alla coscienza, intesa come ordinamento razionale dei fenomeni”: “l’arte è la coscienza di qualcosa di cui non si può altrimenti avere coscienza”.

 

L'arte ti entra nell'anima. Diretta, senza filtri. Un'emozione che sorge splendida e potente, nella sua purezza. Un'emozione che stimola la spiritualità, la arricchisce, la completa. L'arte, per essere vera, deve indurre trascendenza.

 

Cosa significa trascendenza? E' quello stato in cui tu, davanti all'opera, non sei più e solo un semplice osservatore perché non sei tu che interpreti l'opera, ma è il quadro che ti guida. La tua emozione prende forma e la tua anima si rispecchia nel lavoro che hai davanti.

Il mio obiettivo è ispirare le persone a guardarsi dentro attraverso l'arte e la contemplazione, e coltivare il rispetto per le più alte aspirazioni dell'umanità attraverso la introspezione. Ascoltare è una forma di accettazione.

 

Il colore è per me solo un veicolo verso una reazione emotiva evocata nello spettatore, liberata ogni sottofondo estetico o decorativo. Se tu smetti di parlare e di pensare non ci sarà nulla che tu non sarai in grado di sapere. Vorrei aiutarti a metterti in contatto con il silenzio che sta dentro di te e farti sentire che tutto, in questo mondo, ha una finalità profonda e imperscrutabile.

 

Il modo in cui vorrei che fossero guardati i miei quadri è quello di svuotare la mente da ogni considerazione estetica e percepire che si muovono, sia letteralmente che figurativamente.

Il mio intento è che la tela diventi per l'osservatore uno specchio nel quale potersi guardare dentro e ritrovare il proprio sé profondo e trovare così una sensazione di pace interiore.

 

Non riesco a credere che l'universo ruoti intorno ad un asse di sofferenza; sicuramente ci deve essere un luogo in cui la strana bellezza del mondo riposa, in pura gioia. L'arte evoca quel mistero senza il quale il mondo non sarebbe mai esistito.

 

L'arte ti entra nell'anima. Diretta, senza filtri. Un'emozione che sorge splendida e potente nella sua purezza e che stimola la spiritualità, la arricchisce, la completa. L'arte, per essere vera, deve indurre trascendenza. Ogni volta che diciamo: “Lascia che questo accada!”, qualcosa accade.

 

Perché voglio fare, faccio, arte trascendente? Questa esperienza nasce dal fatto che mi ero stancato di trarre ispirazione, per i miei lavori, dall'universo fisico. Lo sento inutile, una ulteriore “figurina”, magari bella, ben fatta, ma che non riesce davvero a parlare all'anima nel profondo.

 

La trascendenza parte direttamente dall'individuo che fa diventare la materia, la tela, un prolungamento della sua anima. L'arte astratta si basa sul presupposto di astrarre qualcosa da un particolare; trascendere significa andare oltre la realtà dell'universo fisico, del pensiero, del razionale. Significa sapersi estraniare totalmente.

 

La trascendenza, invece, parte direttamente dall'individuo che fa diventare la materia, la tela, un prolungamento della sua anima. L'arte astratta si basa sul presupposto di astrarre qualcosa da un particolare; trascendere significa andare oltre la realtà dell'universo fisico, del pensiero, del razionale. Significa sapersi estraniare totalmente. Quando una situazione interiore non viene portata alla coscienza essa appare dall'esterno, come “fato”. Non posso pretendere che la mia arte mi dia tutte le risposte, posso soltanto sperare che continui a porre le giuste domande.

 

Il “fare” materiale è unicamente un automatismo che deriva dalla tecnica acquisita, non è pensiero razionale. Non bisogna perciò confondere questa condizione con la casualità proprio perché esiste una precisa e profonda consapevolezza dell'essere e delle proprie azioni.

 

Estraniarsi significa non dipendere, quando si crea, da niente di “materiale”. Non si tratta di attendere una condizione di estasi che consente di creare, ma è il creare che ti dà la condizione di estasi. E' proprio questo che garantisce la qualità universale di qualsiasi opera: arriva senza intermediari, arriva soltanto attraverso lo spirituale. Quando l'individuo crea è come se si staccasse dalla sua condizione umana ed entrasse in un mondo “libero”.

 

Il “fare” materiale è unicamente un automatismo che deriva dalla tecnica acquisita, non è pensiero razionale. Non bisogna perciò confondere questa condizione con la casualità proprio perché esiste una precisa e profonda consapevolezza dell'essere e delle proprie azioni.

L’arte è per me un evento dello spirito: solo nell’arte lo spirito trova la sua forma concreta e il senso della sua vivacità e della sua quiete. Lo scopo è di mettermi in contrapposizione al rumore, fermare lo spettatore in ascolto, interromperne il discorso e farlo pensare.

La mia meta più ambiziosa: trovare immagini per raffigurare l’invisibile. In questo senso l’opera implica sempre una dimensione sacra, se per sacro si intende l’apertura a ciò che va al di là di ogni possibile apertura.

 

I quadri devono essere miracolosi. Nell’istante in cui un quadro è terminato termina l’intimità fra la creazione e il suo creatore. Il creatore diventa esterno alla sua stessa opera. Per lui, come per chiunque altro, il quadro dovrà essere una rivelazione, la soluzione inattesa e inedita ad un problema che da sempre gli urge dentro. Riguardo alle forme: sono elementi unici in una

situazione unica. Sono elementi volitivi che amano affermarsi. Si muovono nella libertà interiore.

 

Ho mirato, lungo il mio cammino d’artista, a 2 obiettivi: il primo inerente al valore comunicativo dell’arte intesa come luogo del dialogo tra opera e spettatore; il secondo più intrinseco all’opera stessa, percepita come espressione originaria di un altrove imprescindibile e misterioso.

 

Riguardo al primo obiettivo, l’opera è universo che esiste in funzione dell’osservatore, è pensata perché lui ne faccia parte e possa compiervi un’avventura dell’anima. Perciò l’intera esperienza dell’artista è tesa a predisporre tale avventura. Lo spettatore è chiamato ad essere in qualche

misura comprimario di un comune progetto spirituale. Il quadro vive di vita propria. Io cerco solo di farla giungere alla luce.

 

Il secondo obiettivo riguarda invece il senso del viaggio dentro l’opera ed implicitamente il suo originario significato, come avvertimento ed esplorazione di quell’oltre a cui tendono i sensi e l’anima. Ogni volta che non segui la tua guida interiore, senti una perdita di energia, di potere, un senso di morte spirituale. La continua ricerca in campo pittorico mi ha portato all'attuale dimensione che definisco pittura trascendente.

 

Per me l'arte è armonia verso sé stessi e anche di ciò che ci circonda. Con la mia pittura tento di superare i limiti della realtà e, superando la forma, creare armonia attraverso il puro colore concepito come "mezzo" per esprimere emozioni: il colore è luce, è magia, è la realtà attraverso la quale poter esprimere emozioni senza limiti, e l'uso dei rilievi lo rende cangiante in funzione delle condizioni di luce. Quello che intendo trasmettere è che dobbiamo essere disposti a lasciare che il nostro intuito ci guidi, e poi seguirne le indicazioni, direttamente e senza paura. Qualunque cosa sogni Dio per l'uomo, è certo che questo non può avverarsi, a meno che l'uomo stesso non collabori. Dimentica te stesso e chiudi gli occhi per vedere, il “prezzo” di una cosa è la quantità di “vita” che occorre scambiare per ottenerla, immediatamente o nel lungo periodo. Desidera, chiedi, credi, ricevi. Il mondo della “realtà” ha i suoi limiti, il mondo dell'immaginazione è sconfinato.

 

La mia pittura attuale è un'indagine dell'essenza della vita, un percorso teso alla scoperta della natura dell'uomo. L'arte per me consiste nell'afferrare l'universale e farlo scorrere attraverso i tuoi occhi. Quello che sta intorno a noi e ciò che sta prima di noi è ben poca cosa rispetto a quello che sta dentro di noi. “La creazione di qualcosa di nuovo non viene compiuta dall'intelletto, ma dall'istinto al gioco che viene mosso da una necessità interiore. La mente creativa gioca con gli oggetti che ama.” C. G. Jung

 

La mia pittura si inserisce nell'alveo dell'arte espressionista lirica astratta e trova la sua chiave nei toni mistici e lirici; intende unire insieme il pensiero occidentale ed orientale cerandone una sintesi.

Per fare questo creo superfici a rilievo in cui l'elemento tattile crea il disegno e poi l'apposizione dei colori, a velature per ottenere i giusti toni e sfumature, è realizzata a stesure successive.

La scelta dei colori e il loro accostamento nasce da un'approfondito studio delle teorie sul colore da Goethe a Kandinsky, Itten, Albers, Rothko e dei Color Field Painters, tenendo conto anche di altri autori contemporanei, e serve a rafforzare il messaggio del disegno dei rilievi.

 

L'uso di una superficie non piatta va nella direzione di creare lavori che coinvolgano i vari sensi. La superficie vuole richiamare un “giardino di sassi zen” nella quale i rilievi, le asperità, creano il disegno e permettono anche un'interazione tattile, tentando di coinvolgere tutti i sensi dello spettatore. Riguardo a questo va detto che gli elementi dei rilievi sono intrisi di essenze, in maniera da coinvolgere anche l'olfatto.

 

Un ulteriore elemento che è stato inserito negli ultimi lavori è stato l'uso di polvere di alluminato. Questa è una sostanza foto-sensibile che assorbe le radiazioni luminose e poi emette luminescenza nell'oscurità; essendo i miei lavori strettamente legati alle condizioni di illuminazione (intensità, direzione della luce, la sua temperatura cromatica...) si potrebbe dire che dialogano con la luce. L'applicazione di alluminato estremizza ulteriormente questo concetto: non solo i quadri dipendono dalla luce ambientale ma ci “dialogano” restituendo luce quando questa viene a mancare. Oltre a questo ogni tela ha un suo contraltare in una composizione musicale che la accompagna e la “completa”, coinvolgendo anche l'udito in un'esperienza poli-sensoriale.

 

Un bel quadro, un'opera “vera”, dovrebbe essere guardato tutti i giorni, per almeno 30 secondi, e non deve mai stancare, ogni volta ci si scopre qualcosa di nuovo. Una mia opera, in una casa, non deve e non vuole essere un pezzo di arredamento: deve essere qualcosa che comunica emozioni. Vuole essere uno specchio nel quale lo spettatore si immerge per ritrovare il proprio essere, la sua essenza più profonda, la propria verità. Non riusciremo mai a scoprire nuove terre se non accetteremo di perdere di vista la riva per lungo tempo.

 

La vera arte è Spiritualità, Emozione, ed è il messaggio vero che trasmette alla nostra anima. Il lavoro dell'artista consiste sempre nell'approfondire il mistero. Si ritorna sempre alla stessa necessità: quella di andare abbastanza a fondo da trovare la base della verità; per quanto ostica essa sia. Il centro che non riesco a trovare è conosciuto alla mia mente inconscia. “Le parole che illuminano l'anima sono più preziose dei gioielli” Hazrat Inayat Khan

 

Qualcuno deve pure contro-bilanciare gli atti di distruzione con atti di creazione!

 

Lorenzo Mignani

LORENZO MIGNANI - STATEMENT

 

"It is the spectator, not life, that art, in reality, reflects." Oscar Wilde

 

My current work fits into the tradition of abstract lyric expressionist art and finds its key in mystical and lyrical tones; intends to unite Western and Eastern thought together; therefore the figurative is increasingly rare and now serves only as a study and exercise. Art does not reproduce the visible, rather it makes it perceptible to those who are able not only to look but also to observe. It is really in the darkness that light is found, when we see beyond it means that this light is very close.

 

The root of my work does not come from material elements or conscious elaborations, but is the individual as a spiritual being that creates, without any interference. The goal of art is not a rarefied intellectual distillate, it is life itself, a brilliant and impetuous life. Until we accept that life itself is based on mystery, we cannot learn anything.

 

Gradually, over time, my interest in Zen and Eastern philosophies in general has increasingly become part of my work, influencing both the themes and the methods of execution. When the individual creates it is as if he detached himself from his human condition and entered a "free" world.

 

My personality and my way of being are visible in much of what I paint. I have an important emotional connection with my paintings and treat them as if they were a living being: it is another "me" that lives its own life. My mood defines the colors I choose for a work or the way I use brushes and spatulas, and it influences the direction the painting will take.

 

They are flashes of light that burst onto the scene, which represent human existence. Is art perhaps knowledge, has to do with truth, is it an "experience of truth"? In other words, what makes us "see" or "understand" a work of art? What makes us know different about the world and about ourselves? Art is not imitation but creation, that is production of reality. It is incessant creativity, an infinite intuition, an expression of the absolute.

 

What I would like to give you is the representation of the sublime, a transcendent world in which to take refuge to find oneself. Its identity, undermined by historical events, finds a meaning when the artist opens up to artistic creation. The intense, free and pure color brushstrokes spread on the canvas generating totally abstract shapes. There is no limit, no illusion.

Don't look at the works through the eyes of those who look for an image, look at them with your heart, try to feel what they tell you, try to immerse yourself in them and feel the sensations they can give you.

Vasilij Kandinsky wrote that art must determine in the subject an "awareness of the whole reality that escapes consciousness, understood as a rational ordering of phenomena": "art is the consciousness of something that cannot otherwise be conscious of ".

Art enters your soul. Direct, without filters. An emotion that rises splendid and powerful, in its purity. An emotion that stimulates spirituality, enriches it, completes it. Art, to be true, must induce transcendence.

What does transcendence mean? It is that state in which you, before the work, are no longer and only a simple observer because it is not you who interprets the work, but it is the picture that guides you. Your emotion takes shape and your soul is reflected in the work you have before you. My goal is to inspire people to look inward through art and contemplation, and to cultivate respect for humanity's highest aspirations through introspection. Listening is a form of acceptance.

For me, color is only a vehicle towards an emotional reaction evoked in the spectator, freeing every aesthetic or decorative background. If you stop talking and thinking there will be nothing that you will not be able to know. I would like to help you get in touch with the silence that is inside you and make you feel that everything in this world has a deep and inscrutable purpose.

The way I would like my paintings to be looked at is to clear the mind of all aesthetic considerations and perceive that they move, both literally and figuratively. My intent is that the canvas becomes a mirror for the observer in which one can look inside and rediscover one's deep self and thus find a feeling of inner peace.

I can't believe that the universe revolves around an axis of suffering; surely there must be a place where the strange beauty of the world rests, in pure joy. Art evokes that mystery without which the world would never have existed.

Art enters your soul. Direct, without filters. An emotion that rises splendid and powerful in its purity and that stimulates spirituality, enriches it, completes it. Art, to be true, must induce transcendence. Every time we say, "Let this happen!", Something happens.

Why do I want to do, do I do, transcendent art? This experience stems from the fact that I was tired of getting inspiration for my work from the physical universe. I feel it is useless, a further "small pictur", maybe beautiful, well made, but that really can't speak to the soul deep down.

Transcendence starts directly from the individual who makes matter, the canvas, an extension of his soul. Abstract art is based on the assumption of abstracting something from a particular; to transcend means to go beyond the reality of the physical universe, of thought, of the rational. It means being completely estranged.

Transcendence, instead, starts directly from the individual who makes matter, the canvas, an extension of his soul. Abstract art is based on the assumption of abstracting something from a particular; to transcend means to go beyond the reality of the physical universe, of thought, of the rational. It means being completely estranged. When an inner situation is not brought to consciousness it appears from the outside, as "fate". I cannot expect my art to give me all the answers, I can only hope that you continue to ask the right questions.

Material "doing" is only an automatism that derives from the acquired technique, it is not rational thought. Therefore we must not confuse this condition with randomness precisely because there is a precise and profound awareness of being and our own actions.

To withdraw means not to depend, when creating, on anything "material". It is not a matter of waiting for a state of ecstasy that allows you to create, but it is creating that gives you the condition of ecstasy. This is precisely what guarantees the universal quality of any work: it arrives without intermediaries, it comes only through the spiritual. When the individual creates it is as if he detached himself from his human condition and entered a "free" world.

Material "doing" is only an automatism that derives from the acquired technique, it is not rational thought. Therefore we must not confuse this condition with randomness precisely because there is a precise and profound awareness of being and our own actions.

For me, art is an event of the spirit: only in art does the spirit find its concrete form and the sense of its vivacity and its tranquility. The aim is to set myself against noise, to stop the viewer listening, to interrupt the conversation and make him think.

My most ambitious goal: to find images to represent the invisible. In this sense the work always implies a sacred dimension, if by sacred we mean the opening to what goes beyond any possible opening.

The paintings must be miraculous. In the instant in which a painting is finished, the intimacy between the creation and its creator ends. The creator becomes external to his own work. For him, as for anyone else, the picture must be a revelation, the unexpected and unprecedented solution to a problem that has always urged him inside. Regarding the forms: they are unique elements in a unique situation. They are volitional elements that love to assert themselves. They move in inner freedom.

I aimed, along my artistic path, at 2 objectives: the first concerning the communicative value of art as a place of dialogue between work and spectator; the second most intrinsic to the work itself, perceived as an original expression of an essential and mysterious elsewhere.

With regard to the first objective, the work is a universe that exists according to the observer, it is designed so that he is part of it and can perform an adventure of the soul. Therefore the whole experience of the artist is aimed at preparing this adventure. The spectator is called to be in some a complementary measure of a common spiritual project. The picture lives on its own life. I just try to bring it to light.

The second objective concerns the meaning of the journey within the work and implicitly its original meaning, as a warning and exploration of that beyond which the senses and the soul tend. Whenever you do not follow your inner guidance, you feel a loss of energy, of power, a sense of spiritual death. The continuous research in the pictorial field has brought me to the current dimension that I define as transcendent painting.

For me, art is harmony to oneself and also to what surrounds us. With my painting I try to overcome the limits of reality and, overcoming the form, create harmony through pure color conceived as a "means" to express emotions: color is light, it is magic, it is reality through which emotions can be expressed without limits, and the use of reliefs makes it iridescent depending on the light conditions. What I intend to convey is that we must be willing to let our intuition guide us, and then follow its directions, directly and without fear. Whatever God dreams for man, it is certain that this cannot come true unless man himself cooperates. Forget yourself and close your eyes to see, the "price" of a thing is the amount of "life" you need to exchange for it, either immediately or in the long run. Wish, ask, believe, receive. The world of "reality" has its limits, the world of imagination is boundless.

My current painting is an investigation of the essence of life, a journey aimed at discovering the nature of man. Art for me is to grasp the universal and let it flow through your eyes. What is around us and what lies before us is very little compared to what is inside us. "The creation of something new is not accomplished by the intellect, but by the instinct to play that is moved by an inner need. The creative mind plays with the objects it loves. "C. G. Jung

My painting fits into the stream of abstract lyric expressionist art and finds its key in mystical and lyrical tones; intends to unite Western and Eastern thought together, seeking a synthesis. To do this I create raised surfaces in which the tactile element creates the design and then the application of the colors, with glazes to obtain the right tones and shades, is carried out in successive drafts. The choice of colors and their combination arises from an in-depth study of color theories from Goethe to Kandinsky, Itten, Albers, Rothko and Color Field Painters, also taking into account other contemporary authors, and serves to reinforce the message of the design of the reliefs.

The use of a non-flat surface goes in the direction of creating works that involve the various senses. The surface wants to recall a "garden of Zen stones" in which the reliefs, the asperities, create the design and allow also a tactile interaction, trying to involve all the senses of the spectator. Regarding this it must be said that the elements of the reliefs are imbued with essences, so as to also involve the sense of smell.

A further element that was included in the latest work was the use of aluminate powder. This is a photo-sensitive substance that absorbs light radiation and then emits luminescence in the dark; since my works are closely related to lighting conditions (intensity, direction of light, its color temperature ...) we could say that they dialogue with light. The application of aluminate further exaggerates this concept: not only do the paintings depend on the ambient light but they "dialogue" giving light back when it is missing. In addition to this, each canvas has its counterpart in a musical composition that accompanies and "completes" it, also involving the hearing in a multi-sensory experience.

A beautiful painting, a "real" work, should be watched every day for at least 30 seconds, and should never tire, every time we discover something new. A work of mine, in a home, should not and does not want to be a piece of furniture: it must be something that communicates emotions. It wants to be a mirror in which the spectator is immersed to find his own being, his deepest essence, his own truth. We will never be able to discover new lands unless we accept to lose sight of the shore for a long time.

True art is spirituality, emotion, and it is the true message that transmits to our soul. The artist's work always consists in deepening the mystery. One always returns to the same need: to go deep enough to find the basis of truth; however difficult it is. The center that I cannot find is known to my unconscious mind. "The words that illuminate the soul are more precious than jewels" Hazrat Inayat Khan

Someone must also counter-balance the acts of destruction with acts of creation!

Lorenzo Mignani

Le tele negli ultimi 2 anni hanno vinto premi nazionali e internazionali e sono state esposte in varie sedi tra cui:

The paintings in the last 2 years have won national and international awards and have been exhibited in various venues including:

 

  • La Biennale di Morgana – Castello Gallego - S. Agata Militello (ME)

  • Tuffo della natura nell'arte – Borgo a Mozzano (LU)

  • International art expo – Flyer art gallery – Roma

  • Rassegna nazionale dipinti d'autore – Castello di Montagnana (PD)

  • Personale – Circolo Ufficiali – Padova

  • La magia del colore – Galleria ARTtime – Udine

  • Mostra collettiva – Villa Breda – Padova

  • Collettiva “Sgorga l'acqua dalle tele – Viareggio (LU)

  • Lux art contest: vincitore categoria pittura

  • Biennale internazionale di Ascoli Piceno

  • Primo Premio Internazionale Brunelleschi Firenze (vincitore)

  • Second competition of Quantum Art: Creativity and antidote for human survival – Special Mention

  • MBH International Art Group: Rank of One Gold Star Artist

  • Venezia Art Expo: Exhibition of Nations - Scuola Grande della Misericordia – Venezia

  • “A painting of heart international contest”: Best Artwork and Artist

  • “Tra sacro e profano” VIII Urban contest del Pentastrattismo – Museo Diocesano e Capitolare di Terni

  • “L'uomo e gli spazi informali – Contest del Movimento Pentastrattista – Galleria Medina (Roma)

  • “Convergenze expo – Pandemia creativa” Cartiera latina – Parco dell'Appia Antica (Roma)

  • “Interno femminile” ONART Gallery – Firenze

  • Collettiva “Diciamo no alla violenza sulle donne” Sala superiore ex-Meucci (Mercatale di Vernio) PO

  • Mostra collettiva – Cavarzano (PO)

  • Rassegna “Estatarte” – Museo della Tonnara – Pizzo Marina (VV)

  • Rassegna Movimento Pentastrattista “La rotta del colore” Palazzo Valentini - Roma

  • Mostra collettiva del Movimento Arte Spirituale “L'Invisibile” Presso Kirecò – Ravenna (RA)

  • “Caldo e freddo in Arte” Polo fieristico di Scandiano (RE)

  • Casa d'Aste Picenun – Cingoli (MC) – Asta N.10 2018 Seconda Sessione Lotto 626

  • "6 anni dedicati all'Arte e alla Cultura" Rassegna di "Toscana Cultura" a Intercultural Creativity LAB a Firenze

  • "Linee artistiche a confronto" Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa (Napoli)

  • "Instict Art" (L'arte istintiva che nasce dall'anima) ArTé Galleria Progetto Artepassante - Stazione Porta Vittoria - Milano

  • "L'arte tra sogno e realtà" Scuola Grande di S. Teodoro - Venezia - S. Marco 

  • Mostra di Quantum Art Group International - Rocca Viscontea - Lachiarella (Milano)

  • "Quantum Art Festival" presso l'Ambasciata della Repubblica dell'Armenia a Mosca (Russia)

  • Mostra Personale "Anima Colore Materia" Galleria Area Contesa Arte (Roma) 

  • "L’evoluzione dell’arte moderna tra il XX e il XXI secolo”
    in Auditorium al Duomo di Firenze (Via Cerretani 54r)